“Vergogna!”. La colpevole una donna: ecco cosa faceva alle tombe dei bambini. Una triste storia tutta italiana


Un disturbo particolarissimo, una patologia vera e propria. Il motivo? Più assurdo di quello che si può immaginare. Siamo in Italia, più precisamente nella zone di San Donà di Piave e, probabilmente, di Passarella, nel Veneziano. La protagonista una donna. Il suo “crimine” è davvero qualcosa di insolito, una sorta di cleptomania per gli accessori delle tombe di bambini: non è un caso se nella sua abitazione sono stati trovati qualcosa come duemila pupazzetti, oltre a rosari, statuine, giocattoli, cimeli sacri privi di valore economico ma di grande valore affettivo, per coloro che li avevano depositati accanto ai sepolcri dei propri familiari. La polizia locale ha ora individuato la responsabile di quei furti. Si tratta di una donna residente nel Sandonatese.

L’ultimo caso era la sottrazione avvenuta il giovedì precedente la Pasqua. Da allora si è sviluppata una lunga indagine condotta dalla polizia locale di San Donà, e in particolare dal vicecomandante Paolo Carestiato, con la collaborazione del Comando di Musile. La donna è stato inchiodata giovedì mattina e denunciata a piede libero: si tratta di una cinquantenne, madre di famiglia, di nazionalità italiana, in qualche spinta da questo bisogno incontrollabile di impossessarsi degli oggetti trovati sulle lapidi. (Continua dopo la foto)








La perquisizione nella sua abitazione ha, come detto, permesso di scovare gli oggetti scomparsi, portati tutti al comando di polizia locale in via Ungheria Libera. “Questa è una situazione molto triste – spiega Carestiato – Verosimilmente la persona individuata compulsivamente sottraeva ricordi dai cimiteri per accumularli in casa propria. Siamo di fronte a una persona che ha bisogno di aiuto. Invitiamo chi avesse subito sparizioni di ricordi dalle tombe dei propri cari a rivolgersi al Comando nei normali orari di apertura. Si invita a tenere conto della delicatezza della situazione e a non aggiungere dolore a chi già lo ha provato”. Tra i numerosi oggetti ritrovati, gli agenti hanno individuato anche i ricordi lasciati da una coppia di genitori sulla tomba della loro bambina. (Continua dopo le foto)








 


Si è trattato dell’ultimo furto messo a segno dal ladro, il giovedì prima di Pasqua. Tutti oggetti di scarso valore economico ma di immane valore affettivo. Soprattutto per i genitori che li riponevano sulle tombe dei loro piccoli scomparsi prematuramente. E così dopo svariate denunce e cartelli con scritto ‘VERGOGNATI’ lasciati sulle tombe e rivolti alla ladra, la colpevole è stata rintracciata dalla polizia e denunciata a piede libero. La madre di famiglia residente nel Sandonatese, aveva preso di mira diversi cimiteri del Basso Piave, primo tra tutti quello di San Donà. Il motivo? Ancora sconosciuto.

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