“Non aveva gli occhi belli”: un bimbo di 4 anni salva la mamma colta da malore


Una storia accaduta quasi 3 anni fa ma che ci insegna come, a volte, il tempo possa salvarci la vita. Protagonista un bimbo di nome Alessandro che all’epoca dei fatti aveva 4 anni. Viaggiava sul sedile posteriore dell’auto quando, all’improvviso, la mamma ha accusato un malore riuscendo ad accostare prima di svenire. Il bimbo, senza scomporsi, era sceso dall’auto per aprire la portiera e aveva chiesto a un passante di chiamare con urgenza il 118. “La mamma non aveva gli occhi belli”, aveva raccontato più tardi il bimbo ai medici stupefatti. Il merito della prontezza del bimbo è della mamma.

“Ricordati cosa dice la mamma, quando una persona sta male devi guardare gli occhi. Se non si muovono vuol dire che è necessario chiamare i soccorsi” è la frase che la donna aveva detto al figlio per prepararlo a questo tipo di evenienze. Alessandro ha quindi messo in atto sapientemente i preziosi consigli della mamma, ma non solo. E’ stato infatti incredibilmente bravo a non farsi prendere dal panico e dallo sconforto: infatti non ha pianto. Continua dopo la foto








Un addetto del 118 ha così commentato l’accaduto dicendo: “La morale di questa bella storia è che se ce la fanno i bambini, ce la possono fare anche gli adulti. Quanto prima la gente impara a riconoscere le sintomatologie e a attivare i soccorsi, più si salvano vite umane”. Alessandro Gasperini , è stato premiato dai medici del reparto di Cardiologia II dell’Ospedale di Circolo di Varese, insieme a quelli dell’Areu (Azienda regionale emergenza urgenza) con il diploma di soccorritore. Continua dopo la foto






Per “primo soccorso” si intendono tutte quelle azioni tempestive intese ad aiutare le persone che si trovano in situazioni di difficoltà o pericolo per la propria salute nell’attesa che arrivino soccorsi qualificati. In parole più semplici, è l’assistenza sanitaria che viene data in situazioni d’emergenza da parte di persone non qualificate, anche se spesso addestrate. L’obiettivo principale è mantenere in vita il malcapitato, prevenire un’ulteriore peggioramento della sua situazione. Continua dopo la foto



 


I principi di base del primo soccorso, come applicare una medicazione su una ferita leggera, vengono generalmente appresi da tutti nel corso della vita, ma per operazioni più complesse, come la respirazione bocca-a-bocca, è necessario un corso. La prima operazione da attuare nel momento in cui una persona ha bisogno di essere soccorsa, è accertarsi dei suoi parametri vitali: controllare che sia cosciente e che il battito cardiaco e la respirazione siano presenti. Controllare se una persona è cosciente è semplicissimo: basta vedere se risponde alla voce o a stimolazioni dolorose (pizzicotti).

È bene controllare anche che le risposte siano coerenti alle domande (per fare una veloce valutazione preliminaria di un’eventuale trauma cranico, se è il caso). Per controllare la presenza di respiro e battito, bisogna far ricorso a vista, udito e al tatto: vedere se il torace si alza e abbassa, sentire il suono della respirazione e sentire con le dita la presenza del battito alla base della trachea (battito carotideo). In caso di assenza di polso, iniziare il prima possibile la rianimazione cardiopolmonare. Ricordarsi di chiamare immediatamente il numero di emergenza.

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