Bimbo di 11 mesi gettato vivo nella stufa dai nonni ubriachi: “Ah, piangeva”


Non si è ancora spenta l’eco della tragedia di Giuseppe, il bimbo di 7 mesi massacrato di botte dal patrigno a Cardito, ed ecco un’altra terribile storia. Viene della Russia e ha per protagonista un bambino di 11 mesi ucciso dai nonni in un modo terribile. La sua colpa, come racconta il Daily Star è stata quella di non smettere di piangere. La vittima si chiamava Maxim Sagalakov, un frugoletto di appena 11 mesi che la giovanissima mamma Viktoria Sagalakova di 20 anni aveva lasciato in custodia ai suoi genitori di 42 e 47 anni nel distretto di Khakassia, in Russia.

Sembra non fosse la prima volta che la figlia lasciasse il piccolo ai nonni e mai si sarebbe aspettata di trovarsi di fronte ad uno scempio del genere. Al ritorno la mamma è rimasta sconvolta nel ritrovare il suo piccolo bambino dentro la stufa a mattoni della casa dei suoi genitori. Secondo una nota del comitato investigativo regionale, i nonni «erano ubriachi e hanno gettato il nipote nel forno» e «il corpo è stato ritrovato gravemente ustionato dalle alte temperature all’interno della stufa». Continua dopo la foto








Uno dei vicini di casa dei nonni assassini ha raccontato a una televisione locale di come il nonno sarebbe rincasato, completamente ubriaco, e a quel punto avrebbe gettato il nipotino dentro la stufa a legna. Per la morte del piccolo Maxim, i nonni rischiano la condanna all’ergastolo. Una storia che ha sconvolto tutta la Russia e riaccende il caso sulla violenza sui minori: un male che sembra sempre più difficile da estirpare. Continua dopo la foto






Una storia che ricorda molto da vicino quella di Robert Watkins di 2 anni che, cinque anni fa, venne massacrato dall’uomo che la madre di Robert considerava un nonno, la persona adatta a prendersi cura di lui. Robert venne ucciso per colpa della sua mancanza di appetito. Fu in quel momento che l’uomo, furioso, lo prese per la testa e inziò a strattonarlo. Poi, con una spazzola il barbecue, aveva “lavato” i denti del bimbo provocandogli profondi tagli. Infine lo ha picchiato con una cintura e lo ha devastato a calci. Continua dopo la foto



 


Poi il nonno e la moglie avevano portato il bimbo al National Medical Center raccontando che era caduto dalle scale e imponendo ai figli di confermare quella versione dei fatti. Tre giorni dopo il piccolo è morto: dalla perizia del medico legale è emerso che il piccolo subiva abusi da mesi. Aveva lividi su tutto il corpo, il cranio fratturato e lesioni alla testa compatibili con quelle di un bambino caduto da un edificio di diversi piani. Ancora più sconvolgenti i tagli presenti nella bocca, causati dalla spazzola per il barbecue.

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