“Vostro figlio è morto”. I medici staccano la spina: ma ecco che succede sotto i loro occhi


Un miracolo. Una luce che squassa il buio e rompe il muro della verità conosciuta. Succede, qualche volta. Se ci sia la mano di qualcuno dietro o uno schiribizzo del caso è materia di ogni singola coscienza. Ma è difficile non etichettare come miracolo la storia di Kaleb. Per i medici era cerebralmente morto, tanto che gli avevano staccato la spina: oggi Kaleb ha 15 mesi e sta per passare il suo primo Natale a casa con i suoi genitori.

Il “miracolo” è avvenuto in Gran Bretagna: quando è nato il piccolo Kaleb è rimasto per un lasso di tempo abbastanza lungo senza respirare, cosa che ha avuto conseguenze sul suo sviluppo cerebrale. I medici hanno detto ai genitori che era cerebralmente morto: loro però non hanno mai smesso di sperare che il bimbo stesse meglio. Preghiere, notti insonni e la speranza di vedere il loro piccolo Kaleb imparare a camminare che non no ha mai lasciato il loro cuore. (Continua dopo la foto)








Dopo 10 lunghi giorni, i dottori hanno consigliato ai genitori di decidere di staccare la spina: cosa che è avvenuta il 10 settembre 2017. Ma Kaleb ha continuato a respirare da solo ed è sopravvissuto. Oggi ha 15 mesi, ha subito un danno cerebrale ma è vivo e cresce. Coma, stato vegetativo, morte cerebrale, sindrome «Locked in». Sono tutti termini che spesso vengono impropriamente usati come sinonimi. (Continua dopo la foto)






In realtà, sono condizioni completamente diverse e talora un risveglio probabile può essere confuso con un caso eccezionale di risveglio improbabile. Tuttavia, è difficile ignorare l’effetto che fa la notizia di un risveglio dopo anni, a volte tantissimi anni, di totale (o apparentemente totale) assenza di interazione con il mondo esterno. Il caso che forse ha fatto più scalpore ed ha fatto gridare al miracolo è quello di Massimo Tresoldi. (Continua dopo la foto)



 


Era la sera di Natale del 2000, quando Max riemerge da 9 lunghissimi anni di buio, lasciando la sua mamma a bocca aperta nella sua casa di Carigate, in provincia di Milano. Aveva vent’anni Max quando il 15 agosto del 1991 entrò in stato vegetativo a seguito di un incidente automobilistico. Poi il suo eccezionale risveglio sotto gli occhi della madre che improvvisamente ha visto suo figlio tentare di farsi il segno della croce. La sua condizione è migliorata con gli anni, grazie al sostegno della sua famiglia. Il suo è stato definito come un caso unico al mondo. Un miracolo.

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