Una rabbia folle e insensata lo ha colpito. Lui è Paolo Palumbo, il malato di Sla più giovane d’Europa. Una battaglia che parte da lontano quella di Paolo Palumbo che, per raggiungere il suo obiettivo di una nuova cura sperimentale adottata negli Stati Uniti e in Israele ha lanciato da qualche mese una raccolta fondi e una pagina Facebook. Ma Paolo Palumbo, come spesso accade in questi casi, ha dovuto fare i conti ultimamente con la parte più disumana dei social: gli insulti da parte degli haters. È stato suo fratello Rosario, in un post sulla pagina del giovane chef oristanese, a raccontare quanto successo, che ha del deplorevole.
«È inutile che ti dai da fare, tanto in Israele non ci arrivi» oppure «Tanto muori come morirà mio padre»: sono questi i messaggi arrivati a Paolo, come denunciato appunto dal fratello in un post che ha già superato le mille condivisioni e i duemila commenti. «Per la prima volta oggi non sarà Paolo a scrivere un post ma io, suo fratello Rosario. È con grande rabbia che comunico un momentaneo allontanamento di Paolo dai social network per tranquillizzarsi, dovuto alle ripetute offese e minacce che ha ricevuto nelle scorse settimane, sia tramite attacchi privati che pubblici», scrive il fratello sulla pagina Facebook Paolo Palumbo – Finalmente Abili. Continua dopo la foto
«Abbiamo saputo che ci sono delle chat private in cui dei gruppi di persone si divertono ad insultare l’operato di Paolo e si mettono d’accordo per trovare il modo di demolire agli occhi degli altri ogni sua azione. È giusto che questa gente sappia che ogni atto diffamatorio documentato avrà le conseguenze che merita, perché la legge è uguale per tutti e la cattiveria gratuita ai danni di un giovane nelle sue condizioni non può essere giustificata». Continua dopo la foto
Poi riprende: «Non pubblicheremo i nomi di costoro come invece stanno facendo loro con noi sabotando una campagna di raccolta fondi che si è sempre basata sulla trasparenza e con un obiettivo nobile: sarebbe vergognoso. Paolo è il più giovane malato di Sla d’Europa, ma ciò non lo rende un malato di “serie A”, al contrario, lui si è sempre messo in prima linea per i diritti degli altri, ha cambiato le vite di centinaia di persone grazie al Tampone, al suo libro di ricette, alle sue iniziative a favore dei più deboli ». Continua dopo la foto
«La verità è che l’obiettivo di Paolo, fin dall’inizio del suo sciopero della fame, è sempre stato quello di portare questa terapia SPERIMENTALE in Italia, affinché per lo meno i suoi costi si dimezzino. Infatti, è grazie a lui se è attualmente in discussione l’attuazione del protocollo d’urgenza da parte del Ministero della salute per portare la terapia nel nostro paese in tempi brevi, non grazie a chi MILLANTA di parlare a destra e a manca senza concludere niente. In quanto persona mentalmente libera ed autonoma, mio fratello ha tutto il diritto di indire ogni tipo di iniziativa desideri, indipendentemente dalla sua risonanza mediatica dovuta ai social network: chiunque lo stia attaccando potrebbe investire il suo tempo a fare del bene come ha sempre fatto lui, e non a pretendere che siano sempre gli altri ad attivarsi per smuovere le acque, solo per poi criticare qualsiasi cosa non gli vada a genio».
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Ultima modifica il 13-05-2019 alle ore 18:25/