Aiutiamo Saimon, il piccolo guerriero che lotta contro il cancro


La negoziante fornisce gratuitamente i vestiti, i pasticceri del bar preparano torte per raccogliere fondi e il pizzaiolo ha scritto un libro con lo stesso identico obbiettivo. Qualcuno ha avviato una colletta, qualcun altro una donazione e una ditta di Torino ha regalato i giocattoli. È una vera a propria gara di solidarietà quella che la città di Reggio Emilia ha avviato per Saimon Murataj, 4 anni, che sta combattendo una terribile malattia.

Una storia – quella raccontata dall’edizione odierna de ‘La Gazzetta di Reggiò – che in breve tempo ha smosso l’intera comunità per aiutare i genitori Marianna e Sali, alle prese con le difficoltà economiche tra spostamenti e spese mediche. Nel momento del bisogno un’intera comunità si è stretta attorno a Saimon e alla sua famiglia, che per combattere la malattia si è trovata a far fronte a crescenti difficoltà economiche.



La gara è iniziata nel paese di Massenzatico, nel reggiano, ma in queste ore ha visto protagonisti tantissimi italiani. La piccola frazione del comune di Reggio Emilia, già legatissima al bambino prima della malattia, non ha infatti esitato un minuto. Chi più chi meno, in tanti hanno cercato di mettersi a disposizione non appena venuti a conoscenze del calvario. “Siamo tornati dal mare – raccontano mamma e papà – e abbiamo notato che non era più quello di prima. Improvvisamente era stanco, non più socievole come al solito”.






Dopo alcune visite e diagnosi è arrivato il ricovero al Santa Maria Nuova. E qui, dopo una Tac, il responso. “Abbiamo trovato una massa tumorale nel cervelletto”, hanno detto loro i medici. Saimon è stato così portato all’ospedale Maggiore di Parma. “Gli avevano attribuito due mesi di vita. L’unica speranza era intervenire chirurgicamente. E dopo un’operazione estenuante durata 11 ore, ma riuscita perfettamente, Saimon è ancora tra noi”, continuano i genitori. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Il piccolo Saimon è affetto da un medulloblastoma al quarto grado, tumore che potrebbe riformarsi nel corso degli anni. Perciò il piccolo ora deve seguire cicli di cure pesanti all’istituto nazionale dei tumori a Milano, tra chemioterapie e trapianti di cellule staminali. I viaggi gravano sulla famiglia, il padre ha dovuto lasciare il lavoro, e per questo motivo i cittadini del paesino hanno deciso di contribuire in qualsiasi modo. Ed è nata anche una pagina Facebook che si chiama ‘Saimon il guerriero.

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