Una ragazza di 34 anni, Federica Monti, di Reggio Emilia è morta per un presunto virus o batterio, non ancora identificato, contratto probabilmente in Argentina dov’è stata recentemente in viaggio di nozze con il marito Alessandro con il quale si era sposata il 22 dicembre.
Federica Monti, 34 anni, è morta ieri notte nel pieno della vita senza ancora un perché. Era nel suo momento di apoteosi, quello che desiderava da una vita intera Un Natale perfetto. Poi, la luna di miele in Argentina, fin giù nella splendida Terra del Fuoco in Patagonia. Quella che Luis Sepulveda in un suo libro descriveva come la «Fine del Mondo». Già. Al ritorno dal viaggio di nozze, poco dopo l’Epifania scrive Il Resto del Carlino, Federica Monti accusa dei piccoli malori. Sarà il jet-lag o l’escursione termica, pensa. Può capitare quando si va da uno spicchio all’altro del globo. E sembra una normale influenza anche ad una prima visita. I sintomi però si fanno strani. Le medicine non fanno effetto. Federica corre al pronto soccorso. Continua dopo la foto

I medici la visitano e capiscono che la situazione è grave. Viene ricoverata d’urgenza, nel reparto di rianimazione del Santa Maria Nuova. Mercoledì sera si intravedeva qualche piccolissimo segnale di miglioramento, ma le condizioni si sono aggravate improvvisamente. E intorno alle 2 di notte il cuore di Federica Monti non pulsava più. Chissà quale maledetto e misterioso fattore x, contratto con ogni probabilità in Sud America, le ha distrutto il sistema immunitario. Continua dopo la foto

Oggi verrà eseguito il riscontro diagnostico con particolare attenzione su tessuti e cellule per individuare l’agente scatenante, nell’ambito di un’indagine interna disposta dall’Ausl, per accertare le cause.
“Siamo emotivamente provati – ha detto Giorgio Mazzi, direttore sanitario dell’Arcispedale –. Il fatto che Federica fosse giovane e appena sposata è un dramma nel dramma. Avremmo voluto fare l’impossibile, ma non ci siamo riusciti purtroppo”. Continua dopo la foto

Poi continua “Quando è arrivata giovedì al pronto soccorso, era già in uno stadio avanzato e l’abbiamo subito ricoverata. Abbiamo fatto tutti gli esami immaginabili, ma hanno dato esiti negativi. Non sappiamo cosa possa essere stato ad ucciderla. Non possiamo chiamarlo neppure virus o batterio per ora. Si tratta sicuramente di una patologia acuta di natura infettiva contratta quasi certamente in Argentina. E sospettiamo si tratti di qualcosa di anomalo e di non comune. Potrebbe essere stata causata da mille variabili, da un cibo piuttosto che a una bevanda o ad una puntura di insetto. Contagiosità sulle persone con cui è stata a contatto? Al momento non è stata rilevata, ma attendiamo di capire cosa sia stato e poi ci muoveremo di conseguenza».
Federica Monti era conosciutissima a Reggio, la sua città. Aveva frequentato il liceo classico Ariosto in quella sezione D dove conobbe persone che sono diventate amiche vere nella vita e che l’hanno vista raggiante al suo matrimonio del 22 dicembre celebrato a Quattro Castella; su quell’altare dove l’ha portata con amore Alessandro, suo compagno anche di lavoro alla Chiesi Farmaceutici di Parma,città in cui vivevano pure, dopo la laurea ottenuta in lingue. Era diventata zia a novembre: il fratello Fabio le aveva dato un primo regalo in vista delle nozze, il piccolo Camillo che lei adorava. Ora ci sono solo lacrime, quelle della sorella Francesca, nota pediatra, e dei genitori Paolo e Deanna. E neppure un virus da maledire.
Così una settimana fa è stata ricoverata in ospedale, ma le sue condizioni si sono aggravate fino a portarla alla morte nella giornata di ieri. Per ora la Procura di Reggio Emilia non ha ricevuto alcuna informativa e non esistono al momento ipotesi di reato.
L’Ausl però ha disposto un’indagine interna che prevede l’autopsia per fare luce sulla tragedia. La famiglia di Federica è molto conosciuta in città, ma anche a Parma dove lavorava alla Chiesi Farmaceutici assieme al marito Alessandro, sposato il 22 dicembre scorso.
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Ultima modifica il 25-01-2019 alle ore 07:39/
